LA CASSAZIONE PRECISA LA PORTATA DELL’ART. 2087 C.C. IN MATERIA DI TUTELA DEI LAVORATORI DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO

In forza di quanto previsto dall’art. 2087 del codice civile, il datore di lavoro, nell’esercizio dell’impresa, deve adottare tutte le cautele necessarie per tutelare l’integrità fisica e la personalità dei lavoratori. A tal fine, egli deve tenere conto sia della particolarità del lavoro che dell’esperienza e della tecnica. La norma in questione si pone come principio generale che trova una migliore esplicazione nella normativa speciale in materia di prevenzione e assicurazione degli infortuni sul lavoro, ma i cui confini sono tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro [Cost. 37, 41].

Ratio Legis

La norma contiene un principio generale, di cui la legislazione in materia di prevenzione e di assicurazione degli infortuni sul lavoro costituisce applicazione specifica. Inoltre, ha valore integrativo rispetto a tale legislazione e costituisce una norma di chiusura del sistema antinfortunistico.

Spiegazione dell’articolo 2087 Codice civile

La norma impone all’imprenditore, in ragione della sua posizione di garante dell’incolumità fisica del lavoratore, di adottare tutte le misure atte a salvaguardare chi presta la propria attività lavorativa alle sue dipendenze.

La dottrina individua nell’art. 2087 una norma di chiusura del sistema di tutela dell’integrità del lavoratore, sottolineandone il carattere di dovere generale e la finalità prevenzionistica.

Le misure che il datore di lavoro deve adottare sono distinte in:

1. quelle tassativamente imposte dalla legge;

2. quelle generiche dettate dalla comune prudenza;

3. quelle ulteriori che in concreto si rendano necessarie.

Sul piano sistematico è stato rilevato il collegamento della norma in commento con le norme costituzionali poste a difesa del diritto alla salute (32 Cost.) e del rispetto della sicurezza e della libertà e dignità umana nell’esplicazione dell’iniziativa economica (41 Cost.)

La giurisprudenza riconosce alla responsabilità del datore di lavoro sia natura contrattuale che extracontrattuale, con conseguente diritto del lavoratore ad attivare entrambe le azioni, anche in concorso, per la tutela dei suoi diritti.

I beni tutelati dalla norma sono l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore. Vi rientrano il danno biologico, il danno morale e il c.d. mobbing.

Le controversie promosse dai dipendenti per denunciare violazioni dei doveri datoriali in materia di salute e sicurezza sono devolute alla competenza del giudice del lavoro, ex art. 409, n. 1, cpc.