ASSISTENZA E CONSULENZA AI CANDIDATI AI CONCORSI A CATTEDRA NELLA SCUOLA

Il 2019 si profila come l’anno dei Concorsi nella scuola, pronostico confermato anche dalla Legge di Bilancio 2019, approvata alla Camera.

Eliminato il FIT (DLgs 59/2017), che regolamenta il reclutamento della Scuola Secondaria, secondo le nuove norme possono partecipare ai Concorsi a cattedra tutti i laureati che abbiano conseguito i 24 CFU.

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Si diventa docenti di ruolo nella scuola possedendo i seguenti requisiti:

  1. risultare vincitori di un Concorso a cattedra, cioè superare tutte le prove del Concorso e risultare in posizione utile in Graduatoria;
  2. superare positivamente un anno di formazione e prova per confermare il ruolo.

Novità assoluta! Non occorre più l’abilitazione per accedere ai Concorsi a cattedra e la partecipazione al Concorso, oltre a dare l’accesso a posti, dà anche l’abilitazione all’insegnamento.

Per accedere al ruolo su Sostegno, invece, bisognerà:

  1. soddisfare i requisiti di accesso per accedere alle selezioni per la Specializzazione su Sostegno (conosciuta volgarmente anche come “TFA Sostegno”) e superare le selezioni;
  2. conseguire la Specializzazione su Sostegno;
  3. risultare vincitori di un Concorso a cattedra, cioè superare tutte le prove del Concorso e risultare in posizione utile in graduatoria;
  4. superare positivamente un anno di formazione e prova per confermare il ruolo.

Se ne deduce che per il Sostegno, la specializzazione è requisito di accesso al concorso.

 Scompare il concorso riservato per coloro che hanno 3 anni di servizio

Coloro che hanno 3 anni di servizio non avranno più un Concorso riservato a parte. Esisterà un unico Concorso, aperto a tutti coloro che hanno i requisiti di accesso elencati sotto. Inoltre, chi ha 3 anni di servizio negli ultimi 8 anni, di cui almeno uno nella classe di Concorso in cui vuole concorrere, sarà esonerato dal requisito dei 24 CFU solo per il primo Concorso. Sempre nel primo Concorso tale categoria avrà anche una quota di posti riservata, pari al 10% dei posti totali. Quindi, i triennalisti potranno concorrere sia per il 10% dei posti riservati sia per il restante 90%, mentre tutti gli altri potranno concorrere per il 90% dei posti.

Quali requisiti ti vengono richiesti?

Materia

Per partecipare al Concorso a cattedre su materia è necessario possedere uno dei seguenti requisiti di accesso:

  • titolo di accesso in una Classe di Concorso(secondo le tabelle del DPR 19/2016 e successivi aggiornamenti del DM 259/2017) ed il possesso dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e didattiche (art.5, commi 1 e 2, lettere a e b). Fino al 2024/2025 gli ITP sono esonerati dal requisito dei 24 CFU (art.22, comma 2);
  • tre anni di servizionegli ultimi 8 anni, di cui almeno uno nella Classe di Concorso per cui si concorre (art.17, comma 2, lettera d). Questo requisito è valido solo in prima applicazione, cioè solo per il prossimo Concorso;
  • abilitazionesulla specifica Classe di Concorso (art.5, comma 1);
  • abilitazione in altra Classe di Concorso o altro grado di istruzione e possesso del titolo di accesso nella Classe di Concorso per cui si concorre (art.5, comma 5).

Ribadiamo: la deroga ai 24 CFU per chi ha 3 anni di servizio è valida solo per il primo dei futuri Concorsi.

Sostegno

Si ritorna al passato: 1^ fase: specializzarsi; 2^ fase: costituita dal Concorso. Distinguiamo i requisiti di accesso delle due fasi.

Per partecipare alle selezioni per la Specializzazione sul Sostegno è necessario possedere uno dei seguenti requisiti (art.5, comma 3):

  • titolo di accesso ad una classe di Concorso ed il possesso dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e didattiche;
  • abilitazione su una Classe di Concorso.

Questo significa che possono partecipare al Concorso per Sostegno coloro che possiedono uno dei seguenti requisiti, senza per questo aderire a nessun tipo di ricorso:

  • titolo di accesso ad una Classe di Concorso, i 24 CFU e la Specializzazione su Sostegno;
  • abilitazione su una Classe di Concorso e Specializzazione su Sostegno.

Il prossimo Bando per la Specializzazione per Sostegno è previsto ad inizio primavera, ma non è chiaro se i requisiti di accesso saranno quelli della nuova normativa appena approvata oppure quelli della vecchia normativa, la quale prevedeva che potessero accedere alle selezioni per la Specializzazione coloro che erano in possesso dell’abilitazione su materia. Il dubbio nasce dal fatto che la bozza del Bando per la specializzazione è stata già preparata e a novembre è stata inviata al CSPI per iniziare il suo iter burocratico. Non essendo ancora in vigore la nuova normativa con i nuovi requisiti di accesso, la bozza del bando prevedeva i vecchi requisiti, ma nel parere dell’11 dicembre il CSPI ha suggerito al Miur di inserire, fra i requisiti di accesso, anche il titolo di accesso in una Classe di Concorso congiunto ai 24 CFU o a 3 anni scolastici di servizio. Il Miur dovrà decidere se tenere conto di questo parere o pubblicare il bando sulla base della precedente normativa.

I Concorsi a cattedra sono nazionali a dimensione regionale.

Come già stabilito nella versione originale del DLgs 59/2017, il Concorso sarà nazionale su base regionale. Ogni candidato potrà scegliere una sola Regione in cui concorrere e, se risultasse vincitore, entrerà in ruolo nella Regione scelta per il concorso. C’è, invece, una novità sulla scelta delle Classi di Concorso: a differenza di quanto avvenuto in passato, ogni candidato potrà scegliere una sola Classe di Concorso per grado (quindi, una per le medie ed una per le superiori) oltre che per Sostegno (art.3, comma 5).

I Concorsi, secondo il DLgs 59/2017, saranno banditi sulla base del fabbisogno dei posti; è possibile, quindi, che nelle Classi di Concorso di alcune Regioni possa non essere bandito alcun posto.

Svolgimento del Concorso e Prove d’esame

Le Prove d’esame, diverse tra materia e Sostegno, si considerano superate se viene raggiunta una valutazione di almeno 7/10. Ad ogni prova si accede se sono state superate le precedenti.

Le prove del Concorso per la propria materia saranno 3:

  1. Prima prova scritta nazionale sulle discipline afferenti alla classe di concorso (art. 6, comma 2).
  2. A differenza della precedente versione del DLgs 59/2017 non sarà, quindi, possibile scegliere una sola tra le discipline afferenti alla Classe di Concorso.
  3. Seconda prova scritta nazionale sulle discipline antropo-psico-pedagogiche e didattiche (art. 6, comma 3).
  4. Orale sulle conoscenze della propria/e disciplina/e in cui si verificherà anche la conoscenza di una Lingua Straniera almeno al livello B2 (non è richiesta la certificazione) e le competenze didattiche nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (art. 6, comma 4).

Le prove del concorso per sostegno saranno 2.

  1. Prova scritta nazionale sulla Pedagogia speciale, Didattica dell’inclusione e le relative metodologie (art. 6, comma 5).
  2. Orale

Punteggi, graduatorie ed abilitazione

Solo chi supera tutte le prove avrà il punteggio finale, che sarà formato per l’80% dal punteggio ottenuto nelle prove concorsuali, il restante 20% sarà composto dai titoli. Non sono ancora state discusse le tabelle di valutazione dei titoli, ma il DLgs 59/2017 stabilisce che verranno valorizzati (art.3, comma 6):

  • il dottorato di ricerca;
  • abilitazione conseguita attraverso percorsi selettivi;
  • superamento delle prove in un precedente Concorso Ordinario per titoli ed esami;
  • titoli accademici nell’ambito della Pedagogia speciale e Didattica dell’inclusione.

La Graduatoria di Merito sarà composta da un numero di partecipanti pari, al massimo, ai posti messi a bando. Quindi, accederanno al percorso annuale di formazione e prova solo i vincitori di concorsoColoro che hanno superato tutte le prove ma non risultano vincitori poiché è stato già raggiunto il numero di posti messi a bando, otterranno comunque l’abilitazione.

Anno di prova e vincolo di permanenza nella sede assegnata quadriennale

Il FIT che abbiamo detto abolito si riduce così ad un solo anno, chiamato “percorso annuale di formazione e di prova” (art. 13), che richiama il vecchio anno di prova. Sarà, infatti, un anno con contratto a t.i., non a t.d. come l’anno di prova (terzo anno) previsto dal FIT. Un apposito Decreto Ministeriale disciplinerà i criteri e le modalità di verifica degli standard disciplinari richiesti per il suo superamento. Altra importante novità è che l’anno di prova si può ripetere. In caso di valutazione positiva il docente è confermato in ruolo presso la scuola in cui ha svolto l’anno di prova, dove deve rimanere altri 4 anni prima di poter chiedere la mobilità.