CORTE DEI CONTI: I GIORNI DI SCIOPERO RIENTRANO NEL COMPUTO DEI SERVIZI RESI

Coraggioso Dirigente Scolastico, sotto la sua responsabilità, si è opposto ai rilievi della Ragioneria dello Stato su una ricostruzione di carriera in cui venivano esclusi dal computo i giorni di sciopero effettuati da un insegnante durante il periodo di pre- ruolo.

Il 12 settembre scorso, infatti, la Corte dei Conti – Sezione centrale di controllo – ha confermato la Delibera con cui la Sezione regionale di controllo per il Veneto aveva accolto la richiesta del Dirigente Scolastico tesa ad ottenere dalla Ragioneria territoriale dello Stato di Verona la registrazione di un decreto recante la ricostruzione di carriera di una insegnante. Decreto che la Ragioneria aveva ritenuto illegittimo perché nel computo dell’attività lavorativa era stato incluso un giorno di sciopero. Il che – a dire dell’ organo contabile – avrebbe violato l’ articolo 489 del decreto legislativo 16 aprile 1994, numero 297 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione) e l’articolo 4 della legge 3 maggio numero 124 (Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico) in forza dei quali il servizio prestato in posizione di pre-ruolo deve essere ininterrotto.

Tesi che il Dirigente aveva contestato «l’assenza […] per sciopero, pur essendo una giornata non retribuita, non andrebbe considerata una interruzione del servizio, ma una semplice astensione dal lavoro garantita dalla Costituzione» trovando sulla stessa linea la Corte dei Conti («l’astensione dal lavoro per esercizio legittimo del diritto di sciopero non [può] essere collocato nell’alveo degli atti interruttivi del periodo di servizio svolto ininterrottamente utile ai fini del periodo di pre- ruolo»). Affermazione che è un cambio di passo se si considera che, in una circostanza analoga, la Sezione di controllo per la Sicilia della Corte dei Conti, con deliberazione 171/2017/SUCC, aveva ritenuto «non conforme a legge» il provvedimento che riconosceva l’anno di servizio in pre-ruolo a fronte di cinque giornate di assenza per sciopero, ciò in quanto «la possibilità di riconoscere i diversi periodi di servizio al personale non di ruolo è strettamente legata all’effettività della prestazione [sicché] anche qualificando lo sciopero come astensione, invece che come assenza, viene meno il requisito fondamentale stabilito dalla legge, costituito dall’effettiva prestazione del servizio».