CRITICITA’ NELLA PROCEDURA CONCORSUALE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI: PROVE ORALI

Con l’ultimo incontro tenutosi a Roma presso il MIUR (21/03/19) per un’informativa sugli esiti della prova scritta del concorso a dirigente scolastico e sulla procedura d’inizio della prova orale, sono emerse due criticità che devono far riflettere:

– La prima è relativa alla questione dei “casi”, che non fanno riferimento ad una rubrica resa nota e dalla quale, senza dare luogo a disparità di trattamento, tutte le commissioni avrebbero attinto. Il rischio, non da poco, è che alcune commissioni, “sulla verifica della capacità dei candidati di risolvere un caso riguardante la funzione del dirigente scolastico” possano tracimare dai contenuti del regolamento n. 138 del 03/08/2017 e impegnare i candidati con casi, che per la loro vastità e intreccio vanno ben al di là della lettera del programma concorsuale, richiedendo agli stessi l’espressione di un’esperienza che non possono avere, non avendo mai fatto i dirigenti scolastici. È noto che i casi da risolvere che si prospettano quotidianamente ad un dirigente scolastico richiedono analisi approfondite e possono avere modalità diverse di risoluzione. Se quella scelta dal candidato non è in sintonia con la modalità che la commissione ritiene più idonea, a rimetterci è il candidato, che si troverebbe nell’infelice condizione di districarsi in questioni professionali di non facile discernimento, neppure per un dirigente con anni di esperienza e lunga conduzione di istituzioni scolastiche.

– La seconda criticità attiene all’assegnazione randomizzata dei candidati alle commissioni, che ancora una volta rivela l’approssimazione con cui la burocrazia ministeriale affronta i problemi concorsuali, senza riflettere sui risvolti ricorsivi postumi, divenuti una regola nei concorsi banditi dal MIUR. Il sorteggio della commissione da parte dei candidati, nel progetto del MIUR, dovrebbe avvenire (il condizionale è foriero di un sano ripensamento!) alcuni giorni prima del colloquio. I candidati verrebbero assegnati in ordine alfabetico alle commissioni, partendo dalla prima, ovunque esse si trovino, a Venezia, a Napoli o a Roma. Al di là del disagio dei candidati, alcuni sballottati da Nord a Sud, lontano dalle proprie residenze, mentre altri più fortunati potrebbero essere assegnati alle commissioni della propria regione, c’è un principio di trasparenza che “naufraga miseramente” a fronte dei precedenti concorsi, in cui i candidati sorteggiavano la commissione d’esame nello stesso giorno della prova, appena qualche ora prima. Questa notazione non è da poco, conoscendo l’importanza che i candidati attribuiscono alla possibilità di divenire dirigenti scolastici.
Questa prassi di assegnazione dei candidati alle commissioni non sembra sia stata dettagliata nel regolamento del concorso. Infatti, non se ne fa menzione! È una decisione postuma che scarica sui candidati tutto il disagio fisico ed economico per raggiungere le commissioni cui sono stati assegnati. Tutto questo per risparmiare i pochi soldi necessari per accentrare le commissioni in un’unica sede o quanto meno di creare tre poli di concentrazione: nord, centro e sud.
Ciò detto, la Compagnia dell’Albero della Conoscenza, www.lalberodellaconoscenza.it augura a tutti i candidati il successo che meritano e assicura tutta l’assistenza possibile per il loro auspicato successo al termine di questa sempre più farraginosa procedura concorsuale.