I lettori ci scrivono:

Salve sono un’ assistente Amm.vo di ruolo che, quest’anno, ha ricevuto dal CSA un incarico di docente nella scuola secondaria di II grado da settembre fino al 30 Giugno. Nella scuola dove ho ricevuto l’incarico di docente ma che da quest’anno sono anche titolare come ATA, ho saputo, da un assistente tecnico di ruolo della stessa scuola, che ogni anno congela il ruolo (art.59) di A.T. e prende incarico come ITP nella stessa scuola, che il D.S.G.A. ogni anno e questo è il terzo, puntualmente lo tiene in servizio nei mesi di luglio e Agosto perchè gli sottrae tutte le ferie nei giorni di sospensione di attività didattica e a Giugno dopo gli ultimi Consigli. Il mio quesito è:  visto che al docente assunto a tempo determinato per supplenza breve o fino al 30/6, per il discorso della non monetizzazione, durante la sospensione delle lezioni (vacanze di Natale, Pasqua ecc.) in cui è possibile fruire delle ferie di fatto anche se non richiede di fruirle, tali giorni gli saranno comunque sottratti dal monte ferie spettantegli alla fine del contratto,  nel mio caso, che sono di ruolo come ATA per giunta nella stessa scuola dove sono incaricato come docente e che quindi dal 1 Luglio rientrerei nella mia sede di titolarità e che  pertanto non chiederei nemmeno la monetizzazione avendo la possibilità di fruirle, è possibile non decurtare tali ferie durante la sospensione delle lezioni (vacanze di Natale, Pasqua ecc.), dandomi la possibilità di fruirle tutte nei mesi di Luglio e/o Agosto senza penalizzarmi, ovvero,  “costringendomi”, a restare in servizio Luglio e Agosto in quanto privo di ferie? Oltretutto, trattenendomi in servizio a Luglio e Agosto, mi viene negato anche il diritto previsto per contratto, e cioè di fruire di 15 giorni consecutivi nei periodi di Luglio e Agosto per il recupero delle forze psicofisiche. 

Ringraziandovi anticipatamente, colgo l’occasione per inviare cordiali saluti.

salvatore.ignuti@……………

La sua domanda trova nello stesso art.59 del CCNL comparto scuola al comma 2 la risposta richiesta: “L’accettazione dell’incarico comporta l’applicazione della relativa disciplina prevista dal presente CCNL per il personale assunto a tempo determinato, fatti salvi i diritti sindacali.

Questo significa, in punta di diritto che in applicazione dell’art. 59 il personale interessato perderà lo status di dipendente a tempo indeterminato e entra nella relativa disciplina prevista dal CCNL per il personale assunto a tempo determinato. L’art. 1 comma 54 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di stabilità per il 2013) ha uniformato per tutti i docenti (di ruolo, supplenti brevi, fino al 30/6 o fino al 31/8) i periodi di fruizione delle ferie, disponendo che il personale docente di tutti i gradi di istruzione fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative.

Quindi con l’applicazione della “legge di stabilità”, al docente assunto a tempo determinato (supplenza breve o fino al 30/06), in caso di monetizzazione delle ferie occorre sottrarre dal monte ferie spettante tutti i giorni di sospensione delle lezioni in cui il docente avrebbe potuto fruire delle ferie (indipendentemente quindi se ne abbia effettivamente fruito o meno). Ciò che rimane andrà liquidato.

Questa disciplina a parere di molti esperti dei diritti dei pubblici dipendenti non può essere applicata al dipendente beneficiario dell’art. 59.

Perché?

L’art 13, comma 8 del CCNL comparto scuola (norma comune sia per il personale docente e ATA a tempo indeterminato sia per il personale docente e ATA a tempo determinato) esplicita categoricamente che le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili tranne quanto previsto dal comma 15 (all’atto di cessazione dal rapporto di lavoro, qualora le ferie spettanti non siano state fruite).

Inoltre in caso di aspettativa ai sensi dell’ art. 59 il dipendente non cessa il rapporto di lavoro ma rientrerà nella sede di titolarità, dove potrà fruire delle ferie maturate e non godute.

Di conseguenza, le ferie le devono essere concesse o disposte (se non fruite durante il corso dell’anno), al rientro nella sede di titolarità (senza decurtazioni ai sensi della legge di stabilità – 2013).