PER LA MOBILITÀ E PER LA RICOSTRUZIONE DI CARRIERA VALE ANCHE IL SERVIZIO PRE-RUOLO SVOLTO NELLE SCUOLE PARITARIE

La giurisdizione sulle assegnazioni dei posti nell’ambito della procedura di mobilità appartiene al giudice ordinario, il quale ora riconosce il punteggio pre-ruolo svolto nelle scuole paritarie per l’anno scolastico 2019/2020 anche ai fini della ricostruzione della carriera, senza alcun discrimine rispetto al personale delle scuole statali. È quanto si rileva dalla lettura combinata della sentenza n. 8094/2019 del Tar Lazio e della n. 2639/2019 del Tribunale di Palermo.

LA GIURISDIZIONE

Di fronte al Tar Lazio è stato incardinato il ricorso contro il MIUR per l’annullamento dell’ordinanza del 9 marzo 2018 di disciplina della mobilità del personale docente, educativo e ATA. Ricorso dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo che, invece, appartiene al giudice ordinario laddove si controverta sui criteri per l’assegnazione dei posti nell’ambito della procedura di mobilità, trattandosi della fase esecutiva del rapporto di lavoro.

È d’altra parte chiaro l’articolo 63, comma 1, del Dlgs 165/2001, che ha devoluto al giudice del lavoro tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, quelle concernenti l’assunzione al lavoro, il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali e la responsabilità dirigenziale, quelle concernenti le indennità di fine rapporto. Al giudice amministrativo rimangono le controversie relative alle procedure concorsuali e quelle relative al personale non contrattualizzato.

Questo il discrimine secondo i giudici amministrativi: se oggetto della domanda è la richiesta di annullamento di un atto amministrativo generale o normativo e l’accertamento della correlativa pretesa del ricorrente, quale effetto della rimozione dell’atto amministrativo a monte, la giurisdizione è devoluta al giudice amministrativo, essendo proposta, in via principale e diretta, una domanda di annullamento di un atto amministrativo espressione del potere pubblicistico esercitato dall’amministrazione; se la domanda giudiziale è rivolta all’accertamento del diritto del singolo docente a un determinato trasferimento, al mantenimento di una determinata sede o all’inserimento nella graduatoria, eventualmente previa disapplicazione dell’atto amministrativo preclusivo della pretesa.

IL PRE-RUOLO

Nel secondo caso i ricorrenti hanno correttamente individuato il giudice, ricorrendo al Tribunale di Palermo che, con la sentenza n. 2639/2019, si è espresso nel merito, riconoscendo il punteggio pre-ruolo svolto nelle scuole paritarie ai fini della mobilità per l’anno scolastico 2019/2020 e della ricostruzione della carriera, senza alcun discrimine rispetto alle scuole statali.

Il giudice del lavoro palermitano supporta la propria decisione con diversi riferimenti:

– la Legge 62/2000 ha riconosciuto il sistema nazionale di istruzione come costituito dalle scuole statali e da quelle private, le quali corrispondono agli ordinamenti generali dell’istruzione, in particolare per quanto riguarda l’abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi valore legale;

– l’articolo 2, comma 2, del Dl 255/2001 dispone che i servizi statali e paritari siano valutati nella stessa misura;

– l’articolo 1-bis del Dl 250/2005 ha stabilito che la frequenza nelle scuole paritarie costituisce assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione;

– gli articoli 360, comma 6, e 485 del Dlgs 297/1994 riconoscono il servizio pre-ruolo nelle scuole “pareggiate” e “parificate” agli effetti della carriera.

PARITA’

Non ci possono dunque essere discriminazioni tra scuole allorquando vi sia identità di titolo di studio, durata degli anni scolastici, orari e programmi. Questo porta alla censura del comportamento serbato dal Miur nella valutazione del servizio ai fini della mobilità e della progressione di carriera, con conseguente illegittimità delle disposizioni del Ccni sulla mobilità personale della scuola per l’a.s. 2016/2017 dell’8 aprile 2016 nella parte in cui esclude il servizio prestato nelle paritarie ai fini della ricostruzione di carriera.

Il Ministero è stato per questo condannato ad attribuire al ricorrente il punteggio derivante dal servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie e per l’effetto trasferirlo presso l’ambito territoriale di nuova spettanza, ma anche a computare il medesimo servizio ai fini della ricostruzione della carriera e per l’effetto attribuire la classe stipendiale corrispondente.