PROCEDURA PER LA RETTIFICA PUNTEGGIO DI 3^ FASCIA

Diodato Cundari chiede chiarimenti sulla rettifica dei punteggi per il personale ATA e conseguente licenziamento. Il suo problema principale riguarda i contributi che non figurano all’INPS nonostante siano stati versati.

Risponde il preside Mario Iacomino

Il servizio valutabile è quello effettivamente prestato, coperto da contratto, per il quale vi sia stata retribuzione, anche ridotta.

Non sono invece valutabili i periodi per i quali è esclusivamente prevista la conservazione del posto senza assegni. Fanno eccezione quelli attinenti a situazioni, legislativamente o contrattualmente disciplinate (mandato amministrativo, maternità, servizio militare etc.), per le quali il tempo di conservazione del posto senza assegni è computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.

Diverso il discorso per quanto concerne il servizio svolto nelle scuole paritarie. Questo, per essere correttamente valutato, deve essere stato retribuito (con regolare busta paga e relativo versamento dei contributi).

Il controllo puntuale del punteggio è effettuato dalle segreterie solo in occasione del primo incarico di supplenza.

Il problema del cassetto previdenziale che non riporta per intero i contributi versati resta, ed è necessario fare in modo che l’ufficio lo metta in regola.

Appurato il mancato versamento dei contributi, cosa bisogna fare?

La scuola emetterà un decreto di rettifica punteggio con la conseguente ricollocazione nella corretta posizione nelle graduatorie e l’eventuale cessazione immediata della supplenza (se non più avente titolo).