SCUOLA, SI RIPARTE: SEGNALIAMO LE PRINCIPALI NOVITÀ. PIÙ DIGITALE IN CLASSE E MENO ALTERNANZA, INCLUSIONE RAFFORZATA

Le principali novità del nuovo anno alle superiori. La prima campanella suonerà a Bolzano il 5 settembre – Revisione dei programmi di scuola-lavoro, ora rinominati percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, che andranno rimodulati sia nel numero di ore (vista la riduzione del minimo obbligatorio) sia negli accordi con imprese o altri enti pubblici.

Debutta alle elementari il «patto di corresponsabilità»: abrogato un Regio decreto del 1928 con la cancellazione delle sanzioni ivi previste), d’ora in avanti, saranno le scuole, anche coinvolgendo le famiglie, a individuare le eventuali mancanze disciplinari degli alunni e le relative sanzioni.

Nuove regole per l’INCLUSIONE, come già segnalato nelle nostre news: a cominciare dall’assegnazione delle ore di sostegno che, ora, verrà decisa d’intesa con le famiglie: sussidi, strumenti, metodologie di studio non saranno più elaborati in modo “standard”, in base al tipo di disabilità, ma con un piano didattico individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente (una vera e propria rivoluzione riguarderà le certificazioni mediche).

Queste le tre novità subito operative, cui potrebbe aggiungersi l’Educazione Civica, per 33 ore di insegnamento, con tanto di voto in pagella per gli alunni di elementari, medie e superiori. La legge che l’ha reintrodotta, la 92 del 2019, è stata pubblicata mercoledì 21 agosto sulla Gazzetta ufficiale n. 195, tuttavia per partire a settembre serve un provvedimento ad hoc e la volontà politica di farlo viste le dimissioni del Governo giallo-verde. Senza questo atto, l’educazione civica slitterà al 2020/2021.

L’alternanza (da 400 ore si scende a 210 nei professionali, da 400 a 150 nei tecnici e da 200 a 90 nei licei), in arrivo le linee guida del ministero: le scuole potranno realizzare percorsi on the job «anche per un periodo superiore» ai nuovi minimi orari. I fondi statali, però, sono scesi da 100 a 42,5 milioni annui. I milioni sottratti si surrogano in parte con i fondi del PON nazionale: per l’anno prossimo 100 milioni, che si sommano ai due stanziamenti precedenti di 140 e 98 milioni. Le Regioni (quali?) potranno intervenire con proprie risorse.

A settembre, salvo la risoluzione della crisi politica, dovrebbero arrivare le équipe territoriali, 120 docenti con il compito di aiutare le scuole nello sviluppo e nella diffusione di soluzioni per la creazione di ambienti digitali con metodologie innovative e sostenibili. Promuoveranno l’innovazione metodologico-didattica, lo sviluppo di progetti di didattica digitale.

Sul fronte del personale, invece, il nuovo anno scolastico vedrà il ritorno ai concorsi a cattedra abilitanti, voluti da Marco Bussetti, per superare le varie (e costose) abilitazioni del passato (variamente denominate, Ssis, Tfa, Pas). Entro dicembre dovrebbe infatti vedere la luce la prima selezione aperta ai laureati, seppur in possesso di 24 Cfu. 

Questo nei progetti del MIUR.

Purtroppo, come accade sempre a settembre di ogni anno, l’avvio delle lezioni sarà connotato da centinaia di cattedre vuote con il consueto balletto dei supplenti e disagi per famiglie e studenti e uffici di segreterie scolastiche alla ricerca di insegnanti da nominare. Le stime della UIL Scuola, nella persona del suo segretario nazionale Pino Turi ci dicono che le cattedre da assegnare a un docente a termine saranno tra le 150 e 170mila, con il conseguente “carosello” di professori per giorni. La situazione poteva sfuggire di mano, considerando anche le “reggenze”. Qui invece, grazie alla pronuncia del Consiglio di Stato, le moltissime scuole (2.117) senza presidi avranno finalmente un titolare, riducendo, così, gli istituti senza un preside di ruolo a poche centinaia in tutt’Italia (368 saranno gli istituti sottodimensionati).