VIOLAZIONE DELLA PRIVACY: RISPONDE SEMPRE IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Risponde il dirigente scolastico del danno causato all’istituto dal pagamento di una sanzione amministrativa irrogata dal Garante della privacy per la pubblicazione online di una circolare contente dati di alunni disabili. Lo afferma la sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte dei conti con la sentenza 246 del 28 maggio.

IL FATTO

Sono stati chiamati in giudizio il Dirigente Scolastico e alcuni professori di un Istituto Professionale di Stato per il risarcimento del danno cagionato a seguito del pagamento di una sanzione amministrativa irrogata dal Garante per la Protezione dei dati personali in conseguenza dell’avvenuta pubblicazione sulla rete Internet di una Circolare d’istituto contente dati idonei a rivelare lo stato di salute di alunni minori e disabili. Sanzione pagata con i fondi della scuola.

Sono stati ritenuti responsabili il Dirigente Scolastico per avere sottoscritto la Circolare interna, un docente per averne predisposto il testo, un altro per averla trasmessa al responsabile della pubblicazione, quest’ultimo per averla materialmente pubblicata senza verificarne l’effettivo contenuto.

LA RISERVATEZZA

La sezione giurisdizionale del Lazio rileva la fondatezza della domanda risarcitoria, ma limitatamente alla posizione del Dirigente Scolastico e per il 50% del danno ipotizzato dalla Procura, per avere questi adottato la Circolare nella quale era contenuto l’elenco dei minori disabili. La Circolare, infatti, era destinata ad essere comunicata solamente alle famiglie degli studenti interessati in forma riservata, sia in ragione della particolare situazione di salute degli stessi, sia in quanto ad uso interno.

Un comportamento che la Corte stigmatizza come “gravemente negligente” per non aver tenuto conto della necessità della riservatezza, consentendo la divulgazione via Internet della Circolare in forma integrale, e per non avere il Dirigente prescritto alcun divieto di pubblicazione né controllato che la Circolare, a differenza di quelle adottate di consueto, non venisse pubblicata sul sito web dell’Istituto.

Il riferimento è nel Codice della Privacy, affermano i giudici contabili, che consente ai soggetti pubblici di trattare i dati sensibili, previa idonea informativa agli interessati, solo se autorizzati da espressa disposizione di legge, nella quale siano specificati i tipi di dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le finalità di interesse pubblico perseguite. In caso di assenza anche di una sola di tali condizioni legittimanti il Codice prevede espressamente in quali modi alternativi supplire alle carenze del caso concreto.

Il Garante della Privacy ha ribadito che è sempre vietata la diffusione di dati idonei a rivelare lo stato di salute così come la pubblicazione di qualsiasi informazione da cui si possa desumere, anche indirettamente, lo stato di malattia o l’esistenza di patologie dei soggetti interessati, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità, o handicap fisici e/o psichici.

LA RESPONSABILITÀ DEI DIRIGENTI SCOLASTICI

All’interno di questo sistema normativo, grande responsabilità viene riconosciuta ai Capi di Istituto, posto che è loro affidato l’impegno di assicurare la gestione unitaria dell’istituzione, a rappresentarla legalmente ed a gestirne le risorse ed i risultati con autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione del personale.

Questo comporta che la responsabilità della complessiva organizzazione e gestione dell’Istituto scolastico appartiene al relativo Dirigente, sul quale incombono tutti gli obblighi compreso quello di verificare la correttezza e la legittimità di una circolare e se del caso di impedirne la pubblicazione. La responsabilità non può essere estesa ai docenti coinvolti nella stesura e nella pubblicazione in quanto derivano i propri poteri dal Dirigente, al quale il Dlgs 165/2001 attribuisce la responsabilità della organizzazione e della gestione scolastica.